sabato 6 novembre 2010

31/10/2010, Volo in condizioni meteorologiche avverse

Domenica 31 ottobre 2010, le condizioni meteorologiche sono quelle riportate dal computer collegato alla manica a vento. Piove, fa freddo. Le condizioni per un volo, alcuni dicono, sono al limite. Non mi spavento, so che l'elicottero può volare bene anche con il vento forte.
foto sopra: il computer collegato alla manica a vento

 Il 17 ottobre 2010 il vento era un pò più forte, circa 20 - 25 nodi. Oggi 31 ottobre tuttavia la pioggia è più persistente e fitta. Erich lascia sfuggire, tra un discorso ed un altro, qualche frase che fa intendere già tutto. La cosa che lo preoccupa non è il vento. La pioggia può ostacolare la lubrificazione del rotore principale, togliere il grasso dagli ingranaggi del rotore collettivo e danneggiarlo. Il vento non lo preoccupa proprio. La mattina viene trascorsa in baracca. Si va a mangiare e si ritorna alla base di Caposile tra un discorso ed un altro. Gli aerei non volano, ma anche questo non preoccupa il mio istruttore. Erich decide di hangherare gli aeroplani e sommessamente addocchiandomi, dice: "si vola".

fotografia sopra: dispiegamento della manica
fotografia sopra: dispiegamento della manica

Controllo il computer collegato alla manica a vento, sbircio velocemente la manica a vento. Mi sembra troppo tesa. Osservo il tempo. Piove, fittamente ed intensamente piove. A mente ricalcolo e formulo qualche previsione.


foto sopra: controllo dei venti
dall'osservazione di alcuni fattori
ambientali, nella fattispecie le
piante

foto sopra: controllo della direzione
 dei venti, della loro intensità e
 della presenza o meno di raffiche.

 


 Il vento proviene da SUD-EST, la manica a vento ad occhio lo conferma. L'intensità è circa 20 nodi, qualche sparuta, ma pericolosa raffica. Velocemente, a mente, stendo un piano: prua al vento, decollo da AZ2 o AZ3 e cerco di capire cosa rigira nella mente del mio silenzioso istruttore e quale sarà la manovra che vuole attuare in zona taxi ed in decollo. Lui tace ed io taccio, vedo come vanno le cose. Accendo l'elicottero, mi ricordo sempre a stento le procedure. Il mezzo parte. Rapida alzata e si percorre dall'hangard verso la baracca la zona taxi. Azzardo di intraversare l'elicottero e con prua al vento di percorrere la zona taxi di traverso. Faccio una fatica del diavolo. Arriviamo in AZ-2. Chiedo ad Erich di volgere la prua verso S-W.
 disegno sopra: orientamento in base alla disposizione della pista di Caposile
Decide di accontentarmi e con mia meraviglia mi spiega come si potrebbe fare. Mi fa capire di non agire troppo sui pedali, ma di accompagnare il mezzo con la barra del ciclico di volta in volta di circa 30 - 40 gradi. Finalmente la prua è rivolta a SW. La barra del ciclico fa rimanere in hovering il veicolo quando questa resta arretrata e sulla sinistra, tuttavia osservo rapidamente che l'inclinazione è minore rispetto l'altra volta. Pigio il pedale di sinistra e l'elicottero non  accenna a muoversi. Noto per la prima volta con stupore che non era mai successo. Nella mente scorrono velocemente le parole del 17 ottobre del mio istruttore sui venti forti e la correlazione di essi con il funzionamento del rotore di coda. L'istinto mi dice che la situazione è alquanto pericolosa e che le mie facoltà avrebbero difficoltà a controllare l'elicottero. Allarmato urlo ad Erich di andare rapidamente fuori dalle scatole, la situazione è pericolosa. Guardandomi  quasi scocciato e calmamente sopreso, mi dà repentinamente ascolto. In AZ-2 si decolla con prua SE.    

disegno sopra: rappresentazione delle zone di operazione a terra e di sorvolo.
Data la disposizione dei venti osservati e discussi, in
questo caso il tragitto del giro-campo non è corretto.
 
                                                                               
Sorvoliamo SZ-3, SZ-2, viriamo per SZ-1 con molto minore scarrocciamento rispetto al 17/10, all'altezza di circa SZ4 si atterra "dalla piazzola". Lì stranamente l'elicottero si appoggia al suolo molto dolcemente. Immediatamente penso di essere diventato bravo, poi a senno penso che le condizioni meteorologiche favoriscono questo atteggiamento. Istantaneamente considero di  immagazzinare il fatto osservato tra le mie conoscenze "empiriche". La prossima volta potrebbe servirmi. Si ripete l'operazione un pò di volte sotto la pioggia battente. Si atterra definitivamente direttamente sulla piazzola dell'hangard da SZ-1. Ancora una volta con stupore noto che l'elicottero appoggia dolcemente al suolo i pattini. Si procede a ricoverare il veicolo. Guardo l'ora, è tardi, devo partire. Ringrazio Erich per la preziosa esperienza, dice che non si è fatto molto. Non sono d'accordo. Ho imparato moltissimo anche oggi, in condizioni quasi estreme. Ho apprezzato la generosità del mio istruttore che, malgrado la pioggia e l'usura che questa potrebbe provocare al veivolo, ha voluto fermamente farmi volare. Ho gradito molto la cosa che sicuramente è trasparita dal modo con il quale l'ho salutato. Ora mi attendono tre ore di rientro in macchina sotto la pioggia a 110 km/h.